Il Signore Dio plasmò l’uomo con
polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito
di vita e l’uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piantò un
giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore
Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni
da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della
conoscenza del bene e del male. Il serpente era il più astuto di tutti gli
animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha
detto: “Non dovete mangiare di alcun albero del giardino”?». Rispose la donna
al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma
del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non dovete
mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”». Ma il serpente disse
alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne
mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene
e il male». Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole
agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne
mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò.
Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi;
intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
Salmo 50 - Perdonaci, Signore: abbiamo
peccato.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore; +
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai
Romani 5, 12-19
Fratelli, come a causa di un
solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in
tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.... Fino
alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può
essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè
anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di
Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire. Ma il dono di grazia non è come la caduta: se
infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di
Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati
in abbondanza su tutti. E nel caso del dono non è come nel caso di quel solo
che ha peccato: il giudizio infatti viene da uno solo, ed è per la condanna, il
dono di grazia invece da molte cadute, ed è per
Lode a te, lode a te, o Signore nostro re
Non di solo pane vive, l’uomo ma di ogni parola,
che esce dalla tua bocca, o Signore nostro Dio.
Lode a te, lode
a te, o Signore nostro re
Dal vangelo secondo Matteo 4, 1-11
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo
Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato
quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si
avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino
pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di
ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella
città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei
Figlio di Dio, gettati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a
tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non
inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai
alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte
altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse:
«Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai».
Allora Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore,
Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed
ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
Commento
Cari
fratelli e care sorelle, abbiamo cominciato mercoledì scorso il tempo di
Quaresima che ci conduce verso la Pasqua con il gesto austero e semplice di
ricevere la cenere sul capo, ricordo della nostra fragilità. Infatti essa ci
ricorda la “polvere del suolo” con il quale Dio impastò l’uomo, come
abbiamo ascoltato dalla Genesi. Ma, allo stesso tempo, Abramo quando Dio gli
rivela la sua intenzione di distruggere la città di Sodoma perché era un luogo
di grande violenza e ingiustizia si fa forte proprio di questa debolezza per
svolgere il suo importantissimo ruolo di intercessore per la salvezza degli
uomini, dicendo al Signore: “Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io
che sono polvere e cenere.” (Gen 18,27). Cioè, paradossalmente, riconoscersi
“polvere e cenere”, cioè deboli e bisognosi dell’aiuto del Signore, è la
vera e unica forza dell’uomo, perché solo assieme a Lui e con il Suo aiuto diveniamo
capaci di arginare il male e salvare il mondo. Sì, come Abramo, anche noi
possiamo esercitare il potere di intercessione per la salvezza del mondo che
Dio con grande gioia concede agli uomini che lo invocano e chiedono il suo
aiuto, ma che noi spesso ci rifiutiamo di esercitare, preferendo l’indifferenza
e l’impotenza. Anche noi, con il profeta Gioele, diciamo ciò che mercoledì
scorso abbiamo ascoltato: “[Dio è] pronto a ravvedersi riguardo al male. Chi
sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione?” (Gl 2,14).
Ecco, il tempo di Quaresima è il tempo opportuno nel quale fare nostra questa
grande forza di intercessione per la salvezza di tutti, persone che conosciamo
e che ci sono vicine, o anche persone e popoli che sono lontani, dei quali
sentiamo il grido di dolore attraverso i media, come ad esempio gli iraniani, i
palestinesi, gli ucraini, i sudanesi, ecc…
Come
rivestirci di questo potere, noi persone prive di forza e potenza?
Davanti
a questo invito sappiamo l’obiezione che ci viene spontanea: “Ma è tanto
difficile!” Sì, certo, è difficile, ma necessario, perché il mondo non soccomba
sotto la violenza dei prepotenti e arroganti. Sì, è difficile tanto quanto fare
una dieta, o fare sport, o fare carriera sul lavoro, o metter su famiglia.
Eppure chi rinuncerebbe a queste fatiche, o giudicherebbe che non valga la pena
provarci perché è troppo difficile? E allora, se siamo capaci di impegnarci per
affrontare questo tipo di difficoltà che la vita ci pone continuamente davanti,
quanto più dovremmo accettare la sfida di vivere il tempo di Quaresima come un’opportunità
per rivestirci della forza di intercessione e di salvezza del Vangelo!
Lo
dicevamo mercoledì: Gesù indica una via concreta e semplice per rivestirci di
questa forza: gli atti di giustizia, la preghiera, il digiuno.
Nel
Vangelo di oggi abbiamo ascoltato come anche Gesù dovette affrontare la difficoltà
di quaranta giorni di digiuno nel deserto per essere pronto a esercitare il suo
potere di salvezza, guarigione e perdono girando per città e villaggi della
Palestina.
Gesù
affronta tre tentazioni, perché il tentatore ha costanza e insistenza nell’insidiare
gli uomini e non bisogna stancarsi di contrastarlo. Gesù si è fatto simile agli
uomini anche nella tentazione per aiutarci a lottare contro il male e farci
rivestire della forza dell’amore di Dio. Il diavolo si avvicinò a Gesù stremato
per i quaranta giorni di digiuno e chiese a Gesù di trasformare le pietre in
pane. Cosa c’è di più normale di mangiare per chi ha fame? Non bisogna pensare
a sé prima di pensare agli altri? Ma Gesù non pensa a sfamare sé stesso.
Risponde piuttosto al tentatore con l'unica vera forza del credente, quella che
sgorga dalla Parola di Dio. Solo essa infatti sfama davvero il cuore e
sconfigge la fame che tutti hanno di stare bene.
Il
diavolo quindi porta Gesù sul pinnacolo del tempio. È la tentazione di
affrontare la vita mettendosi al di sopra degli altri, con orgoglio e senso di
superiorità, senza accettare di camminare con gli altri, è la tentazione del
protagonismo, pretendere che ogni cosa ruoti attorno a sé e che tutti, anche
gli angeli, siano al proprio servizio. Il Signore a questa proposta risponde che
la vera libertà è nella responsabilità verso gli altri che elimina ogni
divisione e distanza da essi.
Infine
il tentatore, dopo aver portato Gesù su di un monte e avergli mostrato “tutti
i regni del mondo e la loro gloria”, gli dice: “Tutto può essere tuo”. È la
tentazione del potere, quello piccolo esercitato nella propria cerchia o quello
dei grandi della terra. Gesù proclama la sua libertà affermando che il potere
della prepotenza arrogante in realtà è una schiavitù dagli istinti peggiori
dell’uomo, mentre sottomettersi all’unica vera potenza che è quella di Dio ci
rende liberi di amare. Per il possesso dei regni della terra si scatenano
guerre e disastri, veri e propri sacrifici umani offerti all’idolo sanguinario del
potere. Nel deserto di questo mondo, Gesù viene a riaffermare il primato di Dio
e del suo regno di amore.
Con
il Vangelo, riproposto a sé stessi e al mondo, possiamo sconfiggere il male
perché Dio è con noi e ci sostiene. Avvenne così anche a Gesù: gli angeli accorsero
per servirlo.
Questo
tempo di Quaresima dunque sia occasione per stare accanto al Signore, imitarlo
nella sua lotta contro il male e trasformare così il deserto in un giardino di
consolazione e di amore. Gli angeli che è la sua Parola verranno ad aiutarci in
questo impegno. Rafforziamoci con la sapienza della Scrittura perché in modo
responsabile scegliamo per il bene del mondo, delle persone che incontriamo,
delle situazioni che conosciamo o che attraversiamo, perché questo è il bene anche
per noi e ci indica la via che conduce alla vita che non finisce.
Preghiere
O Signore ti ringraziamo perché ci doni la sapienza
del Vangelo per resistere ai suggerimenti del tentatore. Fa’ che sappiamo
riporre in essa la nostra fiducia.
Noi ti preghiamo
O Dio donaci la forza di resistere alla tentazione di
una vita spesa senza memoria di te e preoccupazione per i fratelli. Fa’ che
ciascuno di noi sappia mettere in pratica gli insegnamenti del Vangelo.
Noi ti preghiamo
Aiutaci o Signore in questo tempo di Quaresima a
riconsiderare le scelte della nostra vita, perché sappiamo riformarla secondo
il tuo esempio e insegnamento.
Noi ti preghiamo
Guida i nostri passi o, Padre del cielo, fuori dal
deserto di vita nel quale il mondo ci trattiene. Fa’ che sperimentiamo la gioia
d’incamminarci verso i pascoli erbosi che il Vangelo ci indica.
Noi ti preghiamo
Guarda con amore o Padre alle vittime dei conflitti
che insanguinano tanti paesi della terra, perché chi oggi è nel dolore sia
consolato e chi ha perso la vita sia accolto nel tuo abbraccio amorevole. Dona
a tutti i popoli la tanto desiderata pace.
Noi ti preghiamo
Sostieni o Dio le vittime delle ingiustizie, i
dimenticati e i miseri. Accogli la loro invocazione di consolazione e salvezza,
Noi ti preghiamo.
Noi ti preghiamo
Guida i tuoi figli o Dio del cielo perché siano
testimoni credibili del Vangelo e indichino a chi ancora non ti conosce la
strada che conduce con gioia ad essere tuoi discepoli.
Noi ti preghiamo




