Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente
un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro
angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non
devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il
sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio». E udii il numero di coloro che
furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da
ogni tribù dei figli d’Israele. Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine
immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.
Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti
candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La
salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello». E tutti
gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi,
e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio
dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e
forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen». Uno degli anziani allora si
rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove
vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che
vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole
candide nel sangue dell’Agnello».
Salmo 23 - Ecco la generazione che cerca il tuo volto,
Signore.
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.
Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo 3,1-3
Carissimi, vedete quale grande amore
ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per
questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi
fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato.
Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui,
perché lo vedremo così come egli è. Chiunque ha questa speranza in lui,
purifica se stesso, come egli è puro.
Alleluia, alleluia alleluia.
Venite a me, voi tutti affaticati
e oppressi,
e io vi darò ristoro.
Alleluia,
alleluia alleluia.
Dal
vangelo secondo Matteo 5,1-12a
In quel
tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si
avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro
dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati
quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché
avranno in eredità
Commento
Cari
fratelli e care sorelle, abbiamo ascoltato dal libro dell’Apocalisse la
descrizione di una scena terrificante: Quattro angeli si apprestano a devastare
la terra. Nelle righe immediatamente prima leggiamo: “Il sole divenne nero
come un sacco di crine, la luna diventò tutta simile a sangue, le stelle del
cielo si abbatterono sopra la terra, … Il cielo si ritirò come un rotolo che si
avvolge, e tutti i monti e le isole furono smossi dal loro posto. … è venuto il
grande giorno dell’ira [di Colui che siede sul trono e dell'Agnello], e chi può
resistervi?”
Sì,
davanti a tante scene di violenza contro gli uomini e di devastazioni contro il
creato, di ingiustizia profonda e di oppressione ci chiediamo: “fino a quando
Dio permetterà che cose così terribili avvengano e non porrà fine a tutto ciò?”
L’Apocalisse
propone l’immagine del “giorno dell’ira”, cioè del momento in cui anche la
pazienza e la misericordia infinita di Dio non riusciranno più a trattenerlo
dal porre fine al libero imperversare della malvagità umana, priva di argini e di
freni.
Recentemente
si sono levate sempre più preoccupate grida contro i rischi dell’uso già in
atto dell’intelligenza artificiale per rendere ancora più distruttivi gli
strumenti mortali usati nelle guerre e il pericolo, sempre più realistico, che
si giunga ad un punto nel quale sfuggano al controllo umano le potenzialità
distruttive di processi tecnologici che potrebbero mettere a repentaglio le
vite di moltissimi, se non dell’umanità intera.
Sorge
spontanea davanti a tutto ciò la domanda su come l’uomo possa giungere a una
tale follia autodistruttiva senza porre un limite alle possibilità di
tecnologie e processi scientifici che
avanzano inesorabili.
Sono
il segno di un’esaltazione dell’orgoglio umano che vuole dimostrare che la
propria potenza non ha limiti se non quelli di ciò che è tecnicamente
realizzabile, costi quel che costi.
Davanti
all’assurdità di tutto ciò, come accennavo, viene spontaneo chiedersi quando
Dio si ribellerà all’assurdo innalzarsi
dell’uomo alla ricerca della propria onnipotenza.
Ma
le parole dell’Apocalisse ci mostrano un altro modo di agire di Dio. Egli manda
un angelo a interrompere il processo distruttivo avviato “finché non avremo
impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio.”
Sì,
c’è sempre tempo e modo perché sugli uomini, anche quelli che sembrano votarsi
all’autodistruzione, venga impresso il sigillo di Dio. Questo sigillo altro non
è che quell’immagine che Dio ha posto in ogni persona fin dalla creazione,
facendolo e volendolo simile a sé.
Oggi
nella festa che celebriamo facendo memoria di tutti i Santi vogliamo ricordare la
schiera enorme di quanti nella storia hanno voluto far emergere sulla propria vita
il sigillo dell’immagine di Dio. Lo hanno fatto nei modi più vari, difendendo
lo spazio dell’umanità dentro di sé e attorno a sé dall’insidia del male che
voleva cancellarne i tratti. Essi sono un vastissimo popolo, ci mostra sempre l’Apocalisse,
ci piace immaginare che sia una moltitudine molto più vasta di quella che
invece asseconda i disegni perversi del male.
Sono
persone che sono passate attraverso una grande tribolazione, cioè hanno dovuto
combattere contro la forza del male, faticare ed anche soffrirne i colpi duri,
ma ne sono usciti vittoriosi, mantenendo candida la propria veste, cioè
mantenendosi puliti dallo sporco delle malvagità, della violenza, degli odi.
Care
sorelle e cari fratelli oggi anche a noi viene proposto di far parte di questo
enorme popolo di giusti, i santi. Gente mite, umile, a volte nemmeno conosciuta
perché ha agito nascostamente, ma che ha saputo porre un argine al dilagare del
male mantenendo sul proprio volto il sigillo dell’immagine di Dio.
Gesù
propone questo alle folle che accorrono da lui per trovare la via migliore per
vivere: la felicità che viene dalla mitezza, la pace, la ricerca della
giustizia, la misericordia. E i santi oggi vengono a dirci che è possibile
vivere così, che non solo non è al di sopra delle forze e delle capacità umane,
ma che anzi è il modo migliore di vivere, perché è l’unico che preserva dentro
di sé e attorno a sé l’umanità vera e beata che Dio ha voluto per tutti gli
uomini e le donne. Accogliamo allora con gioia oggi l’invito del Signore e in
un tempo in cui ci è proposto di indurire il volto e il cuore alzando i muri e
ampliando gli arsenali di armi, chiediamoci sempre se il nostro volto riflette il
volto di Dio amico e buono che il Signore Gesù ci ha fatto conoscere.
Preghiere
Aiutaci o Dio, Signore nostro, a riflettere nella
nostra vita l’umanità buona e mite che tu hai creato a tua immagine. Fa’ che
non la lasciamo stravolgere dalla forza del male che umilia e corrompe il bene,
Noi ti preghiamo
Sostieni i nostri passi nelle difficoltà della vita,
perché, come hanno fatto i Santi in ogni tempo, sappiamo lottare contro il male
e tenere viva la speranza fiduciosa nella forza del bene che, con il tuo aiuto,
prevale,
Noi ti preghiamo
Perdona o Dio onnipotente tutti coloro che macchiano
la propria vita con i compromessi con il male e l’orgoglio del volersi salvare
da sé, fa’ che sappiamo essere discepoli tuoi, o maestro di mitezza e di
misericordia,
Noi ti preghiamo
Ti preghiamo o Padre per tutti coloro che con fatica e
impegno lavano la propria vita nel sangue del dolore dei fratelli e delle
sorelle. Benedici la loro tribolazione perché produca frutti di bene per tutta
l’umanità,
Noi ti preghiamo
Insegnaci o Signore Gesù a riconoscerti Signore e
Salvatore della nostra vita, perché anche noi, accostandoci al trono della tua
croce, impariamo la beatitudine dell’amore per gli altri,
Noi ti preghiamo
Dona o Dio pace al mondo intero, guarisci le piaghe
della violenza e argina la corrente di odio che sovrasta i popoli e le nazioni.
Rendi ciascuno di noi un operatore di riconciliazione e un costruttore di pace
vera,
Noi ti preghiamo.
Noi ti preghiamo
Benedici e proteggi o Padre misericordioso tutti
coloro che annunciano e testimoniano il tuo Vangelo. Sostieni il nostro papa Leone,
perché le sue parole entrino nei cuori e guidino i passi di chi è sfiduciato,
Noi ti preghiamo
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