Dal libro del profeta Ezechiele, 33,
1.7-9
Ma se tu avverti il malvagio della sua condotta perché si converta ed egli non
si converte dalla sua condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu ti sarai
salvato».
Salmo 94 – Alzati o Signore a giudicare
la terra
Alzati o Dio,
giudice della terra,
Rendi ai superbi quello che si meritano
Fino a quando, Signore, i malvagi
Trionferanno sopra i giusti?
Calpestano il tuo
popolo, o Signore
Opprimono la tua eredità.
Ma il Signore è il mio
baluardo,
roccia del mio rifugio è Dio.
Su di loro farà
ricadere la loro malizia, +
Li annienterà per la loro perfidia,
li annienterà il Signore nostro Dio.
Dalla lettera di San paolo apostolo ai
Romani, 13, 8-10
Alleluja, alleluia, alleluja
Il Signore ascolta ed esaudisce
I fratelli che si amano.
Alleluja, alleluia, alleluja
Dal Vangelo secondo Matteo, 18, 15-20
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello
commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti
ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora
con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o
tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non
ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In
verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo,
e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io
vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere
qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono
due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Commento
Care sorelle e cari fratelli,
tutti, compresi noi, pensiamo di sapere già cos’è l’amore. Ciascuno ha
sperimentato momenti speciali nei quali ne sentivamo la presenza, in noi o in qualcun
altro, e ne abbiamo gioito. L’amore infatti rende felici sia chi lo offre che
chi lo riceve. In ogni epoca e in ogni ambiente si impongono idee di amore a
volte molto diverse fra di loro, o contraddittorie, perché le si ricavano sulla
base di valori e consuetudini umane. Noi cristiani però abbiamo il privilegio
di poter fondare la nostra idea di amore su una base solida e duratura, quella
dell’esempio dell’amore di Dio per noi. Spesso nella nostra cultura se ne fa
qualcosa di evanescente, di sentimentale e d’incontrollabile: ora c’è, ora non
più. Si dice: “va’ dove ti porta il cuore”
proprio per significare che è un sentimento che viene da sé stesso, come una
forza irrefrenabile e misteriosa, da assecondare così come ci si manifesta.
Eppure l’amore di Dio per noi non ha questo carattere
evanescente e capriccioso, ma piuttosto si è manifestato con fedeltà e
concretezza, poiché tutto ci è stato donato gratuitamente, senza nostro merito
né diritto: la vita, il nutrimento, il sole, il creato, la famiglia, ecc…
Dio ci ha voluto bene “prima” e non come ricompensa dei nostri
meriti, e, cosa ancora più importante, non smette di amarci anche se facciamo
di tutto per non meritarcelo.
Noi pensiamo: se le cose non vanno bene vuol dire che l’amore
non c’è più, come fosse una candela che si è consumata e non fa più luce. In
realtà l’amore di Dio ci mostra che il vero amore è una lampada che arde con
l’olio del proprio voler bene, e se la luce si spegne è perché io non l’ho
alimentata, e non per fatalità.
Per questo Paolo parla ai Romani dell’amore come un debito verso
gli altri “di un amore vicendevole”.
Come faccio ad avere un debito anche con chi non conosco, con chi non mi ha mai
voluto bene? Sì c’è un debito perché, noi l’amore l’abbiamo ricevuto da Dio fin
dall’inizio, in modo abbondante e gratuito, e sta a noi ora restituirlo. Paolo
continua: “qualsiasi altro comandamento,
si riassume in queste parole: "Amerai il prossimo tuo come te stesso"”.
Non dice “amerai il prossimo che ha amato
te”, o “finché lui ama te”, o “dopo che lui ha amato te”. No, dice “ama il prossimo” e basta, perché sei in
debito di amore e ogni occasione che ti è offerta è buona per restituire almeno
un po’ del tanto che hai già ricevuto. E poiché è impossibile pareggiare
l’amore di Dio, saremo in debito sempre!
Se non ci sentiamo debitori vuol dire che non riconosciamo di
essere stati amati, irriconoscenti per tutto quello che abbiamo ricevuto.
Il vangelo di Matteo conclude il ragionamento affermando che
l’amore di cui siamo debitori consiste principalmente nella nostra
responsabilità perché i fratelli e le sorelle siano felici, nessuno escluso. Il
fatto di essere stati tutti adottati da Dio come figli ci rende tutti
responsabili gli uni degli altri, perfino se nemmeno ci conosciamo. Questo è il
fondamento dell’amore cristiano. Esso infatti non è affidato ai miei stati
d’animo né è una mia concessione, ma è una mia precisa responsabilità. Gesù infatti
dice: “Se il tuo fratello commetterà una
colpa contro di te, va’ e ammoniscilo, ecc..” Cioè il fatto che qualcuno
agisca male contro di te è una domanda personale, sei cioè chiamato a
condividerne il peso e sentire, di conseguenza, l’urgenza di scollarlo di dosso
perché tu stesso ne sei appesantito. Non è, al contrario di quanto si pensa, un
buon motivo per sentirsi liberi da ogni responsabilità. Se qualcuno è avvinto
dai legacci del male, in tutte le sue forme, scatta la responsabilità di tutti
i fratelli di sciogliere quei legacci e sostituirli con i legami dell’amore che
liberano e salvano dal peccato e dall’oppressione del male. Dice infatti Gesù “tutto quello che legherete sopra la terra
sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà
sciolto anche in cielo” come aveva detto anche a Pietro.
Ci è dato dal Signore il potere di sciogliere e legare, cioè di
liberare dal male e unire nell’amore, esercitiamolo! Abbiamo ascoltato dal
profeta Ezechiele come il Signore considera colpevoli quelli che non esercitano
tale potere e non fanno nulla perché gli uomini siano liberati dal male: “se tu non parli perché il malvagio desista
dalla sua condotta, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua
morte io domanderò conto a te.” È il
principio di responsabilità di cui parlavo prima.
Proprio quando ci sono più difficoltà è allora che c’è più
bisogno di amore, proprio dove abbonda il peccato, la divisione, l’ingiustizia,
lì c’è bisogno di voler più bene.
Sentiamoci responsabili dei fratelli, in debito di amore, di
attenzione, di compassione, di perdono e misericordia, e saremo felici. Perché
la felicità non è aver ragione, essere dalla parte giusta, con la coscienza a
posto, ma è stare col Signore.
Preghiere
O Dio, nostro Padre, tu che ci hai creato a tua
immagine, fa’ che le nostre azioni e il nostro volto rispecchino sempre il tuo
modo speciale di voler bene, senza limiti né ricerca di guadagno,
Noi ti preghiamo
O Signore Gesù che hai scelto di percorrere con umiltà
e pazienza la via del nostro cuore per insegnarci la volontà del Padre, fa’ che
diamo ascolto alla tua Parola, come l’unica che insegna ciò che è buono per la vita
nostra e del mondo,
Noi ti preghiamo
Signore, in questo tempo turbolento nel quale le
guerre e le violenze vogliono cancellare i legami di fraternità che uniscono la
famiglia dei tuoi figli, fa’ che la pace venga presto a plasmare i cuori e i
volti di chi oggi odia e uccide,
Noi ti preghiamo
O Gesù, tu ci hai insegnato cosa vuol dire voler bene
fino alla fine, senza compromessi né limitazioni. Fa’ che impariamo dal tuo esempio
la misericordia e la tenerezza con le quali tu hai guardato a tutti quelli che
incontravi,
Noi ti preghiamo
Senza il tuo aiuto, o Signore nostro Gesù Cristo, non
possiamo fare nulla di buono. Aiutaci ad essere fedeli al tuo esempio, perché
quello che hai insegnato lo hai vissuto tu per primo,
Noi ti preghiamo
Solleva, o Dio del cielo, l’indigente dalla polvere e
innalza il misero dall’umiliazione e dal dolore. Proteggi chi ti invoca e salva
chi non ha nessuno a cui chiedere aiuto. Dona consolazione e guarigione a chi
soffre,
Noi ti preghiamo.



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