sabato 4 luglio 2026

XIV domenica del tempo ordinario - Anno A - 5 luglio 2026

 

 


Dal libro del profeta Zaccaria 9, 9-10.

«Esulta grandemente, figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d’asina. Farà sparire il carro da guerra da Èfraim e il cavallo da Gerusalemme, l’arco di guerra sarà spezzato, annuncerà la pace alle nazioni, il suo dominio sarà da mare a mare e dal Fiume fino ai confini della terra».

 

Salmo 144 - Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8, 9. 11-13

Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

 

Alleluia, alleluia alleluia.
Ti rendo lode o Padre,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Alleluia, alleluia alleluia.

Dal vangelo secondo Matteo 11, 25-30

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

 

Commento

 

Cari fratelli e care sorelle, il profeta Zaccaria ci ha parlato di un tempo di pace: “Farà sparire il carro da guerra da Èfraim e il cavallo da Gerusalemme, l’arco di guerra sarà spezzato, annuncerà la pace alle nazioni.” È un orizzonte che anche noi sogniamo, in un tempo così duramente segnato dal demone della guerra, combattuta o minacciata.

È però quello del profeta un testo pieno di contraddizioni; afferma: “Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino”. Come fa un re vittorioso ad esser umile, tanto da entrare trionfalmente su un asino? La cavalcatura del re è il cavallo, l’asino è roba da poveri contadini. E poi afferma: “Farà sparire il carro da guerra da Èfraim e il cavallo da Gerusalemme, l’arco di guerra sarà spezzato”.  Come si fa a vincere rinunciando alle armi di battaglia? Come si eliminerà il nemico senza essere armati?

Sono le contraddizioni di una pace annunciata e donata da Dio che è così differente da quella che gli uomini cercano di ottenere con i propri mezzi. Infatti spesso gli uomini non cercano la pace, ma la vittoria, che è cosa diversa, perché una tale pace è concepita come l’umiliazione o l’eliminazione dell’avversario.

L’immagine del profeta prefigura quella di Gesù, re della pace, che entra a Gerusalemme acclamato come vittorioso, ma senza armi o potere, cavalcando un umile asino. Egli non rifiuta il ruolo di re, ma la sua vittoria non passa attraverso la vittoria sul nemico con la forza della violenza. Non c’è per il Signore un nemico da eliminare, ma uomini e donne da conquistare alle ragioni della pace vera, quella di cuori che amano e non odiano nessuno.

Ecco dove sta la pace vera, cioè quella che porta all’instaurarsi del Regno di Dio: il primo segno è l’assenza di nemici, a partire da dentro di me.

L’Apostolo Paolo ai Romani scrive proprio questo: “voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito”. La carne, cioè la forza del re di questo mondo che è potente attraverso le forme di dominio: militare, economico, politico, tecnologico, ecc… rappresenta proprio l’atteggiamento di chi accetta di avere nemici, rivali, qualcuno al quale contrapporsi. Chi vive così desidera individuare in qualcuno ciò che impedisce la sua felicità, che lo limita, anche fosse soltanto perché è diverso da sé. Chiunque può essere facilmente considerato un nemico, basta che non ci sia utile o sottomesso.

Paolo parla di uno Spirito che è esattamente il contrario di tutto ciò: “Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi.” Esso consiste nella capacità di vedere nell’altro, anche fosse ostile o malvagio, qualcuno da conquistare alla forza del bene, qualcuno da trasformare da rivale ad amico. Il nemico vince quando rende anche te suo nemico, perde quando non riesce ad imporre la sua logica e il suo modo di agire.

La nostra ambizione non deve essere quindi quella di “vincere la guerra”, ma di “vincere la pace”.

Gesù ha vissuto così tutta la sua vita, senza considerare nessuno un suo nemico. La sua battaglia, pacifica, è stata sempre quella di conquistare i cuori di chi aveva davanti alle ragioni del voler bene, della vera pace. Questo non è qualcosa al di sopra delle nostre forze, o di irrealistico da realizzare. Egli infatti aggiunge: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita.” C’è una “fatica” nell’odiare, la tensione dell’esercizio del dominio attraverso la  potenza che logora e appesantisce; al contrario il voler bene con mitezza e umiltà ristora la vita rendendola più semplice e felice.

È questa la domanda che oggi giunge anche a noi: sappiamo farci umili e vivere senza nemici, come Gesù, o ambiamo a sentirci “grandi” e quindi bisognosi di difenderci da nemici e rivali? Davanti a questo interrogativo il Vangelo oggi ci propone di vivere il suo Spirito e in questo di realizzare dentro e attorno a noi la vera pace.

 

Preghiere 

 

O Signore che sei mite e umile di cuore, indicaci la via per uscire dalla schiavitù dell’egoismo orgoglioso, per divenire figli dello Spirito liberi di voler bene come te.

Noi ti preghiamo

  

Ti preghiamo, o Dio nostro Padre, perché accettiamo con gioia la proposta che tu ci fai di non vivere per noi stessi e scegliamo di seguire te ogni giorno della nostra vita.

Noi ti preghiamo

 

Aiutaci, o Signore Gesù, a non dubitare del fondamento buono che è la tua Parola e il tuo esempio, ma di edificare su di esso la nostra vita, perché sia di aiuto e sostegno a molti.

Noi ti preghiamo

  

Insegnaci, o Padre buono, ad essere annunciatori del Vangelo, perché senza timore parliamo di te e con coraggio indichiamo a tutti la tua Parola come via sicura per raggiungere la vera pace.

Noi ti preghiamo

 

Ti preghiamo, o Dio del cielo, vieni in soccorso di tutti quelli che chiedono il tuo aiuto. Per i malati, i sofferenti, i prigionieri, gli anziani e gli stranieri, per tutti quelli che sono senza riparo e nel dolore, per le vittime delle guerre; giunga loro presto consolazione e salvezza,

Noi ti preghiamo

  

Ti preghiamo o Signore per il papa Leone che non teme di indicare con decisione la via evangelica dell’accoglienza e l’amore per tutti senza distinzioni. Fa’ che il suo esempio ci insegni ad essere figli dello Spirito e discepoli del Vangelo.

Noi ti preghiamo.