lunedì 5 gennaio 2026

Epifania del Signore - Anno A - 6 gennaio 2026

 


 

Dal libro del profeta Isaia 60,1-6

Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti. Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Màdian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore.

 

Salmo 71 - Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.

Nei suoi giorni fiorisca il giusto e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E domini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.

I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti.

Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 3,2-3a.5-6

Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero. Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.

 

Alleluia, alleluia alleluia.
Abbiamo visto la tua stella in oriente
e siamo venuti per adorare il Signore
Alleluia, alleluia alleluia.


Dal vangelo secondo Matteo 2,1-12

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

 

Commento

 

Cari fratelli e care sorelle, il vangelo di oggi si apre con una notazione precisa: “Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode” che, nel linguaggio del tempo, significava dare le coordinate geografiche e temporali all’interno delle quali si è realizzato l’evento della nascita di Gesù.

Sì, Gesù è entrato nella storia in un luogo e in un tempo ben precisi, ma ecco che subito quell’evento supera ogni limite geografico e temporale e occupa un orizzonte universale ed eterno: “alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme”. Cioè, la festa di oggi viene a ricordarci che Gesù pur avendo vissuto in un tempo e un luogo ben determinati è nato per tutti gli uomini e le donne, di ogni tempo e di ogni luogo, non solo per quelli di un certo ambiente, di una certa sensibilità e religione. E i magi, personaggi un po’ misteriosi, rappresentano bene questa diversità di lingue, culture, religioni, condizioni sociali ed economiche, proprio per dire che per tutti è possibile l’incontro con Dio. Nessuno è inadatto, nessuno è troppo lontano, nessuno è escluso.

Le memorie liturgiche di questo tempo di Natale, cioè la Natività, l’Epifania e, domenica prossima, il Battesimo di Gesù al Giordano, segnano tre tappe importanti del manifestarsi di Gesù al mondo.

Il 25 dicembre abbiamo ricordato la nascita del Signore, un evento un po’ nascosto, ma accompagnato dai segni grandiosi dell’annuncio angelico e del coro sempre angelico che proclamava la promessa di gloria e di pace per tutti. Di questo evento furono testimoni i pastori della regione che andarono, videro e riferirono, suscitando in tanti stupore per questa buona notizia.

Oggi l’orizzonte della nascita di Gesù si allarga al mondo intero, come dicevamo, con la presenza di personaggi un po’ misteriosi, i Magi, sapienti orientali, forse re, capaci di interpretare i segni del cielo e di portare ricchi doni al neonato.

Domenica prossima ricorderemo Gesù, già adulto, che si manifesta sul Giordano a Giovanni, con la voce del Padre che lo identifica come il suo Figlio prediletto e la presenza dello Spirito sotto forma di colomba. È l’inizio del suo ministero pubblico.

Un crescendo di manifestazioni che come in una sinfonia riuniscono persone diverse in momenti diversi davanti a Dio che si è fatto uomo.

Ci sono alcuni elementi della descrizione della visita dei Magi del Vangelo di Matteo che mi sembrano particolarmente significativi.

Il primo è come i Magi per essendo personaggi di un certo livello, culturale, economico e sociale, non esitano ad affrontare le difficoltà di un viaggio impegnativo per trovare quello che sentono mancare alla loro vita. Non gli basta quello che già hanno e già sanno, sono alla ricerca di un di più del quale sentono bisogno. Questa caratteristica del loro atteggiamento ne fa un esempio per ciascuno di noi. Non accontentiamoci di quello che abbiamo già realizzato, anche quando tutto sembra andare bene. Chi si ferma a contemplare compiaciuto i traguardi raggiunti in qualche modo già si avvia al declino. La felicità non la si accumula come un bene rifugio, ma è qualcosa di vivo che va sempre alimentato e curato, altrimenti si spegne. Questo è vero per le nostre relazioni con chi amiamo, per la qualità del nostro voler bene, per l’ampiezza dell’orizzonte che entra nei nostri interessi. Se non teniamo vivo l’interesse, l’attenzione, la sensibilità per ciò che è attorno a noi, piano piano tutto si intiepidisce, scolora, perde vivacità, si restringe. I Magi no: guardano il cielo, studiano le stelle, gioiscono per la novità, ne sono attratti e non indugiano a mettersi subito in viaggio verso di essa.

Ed ecco allora un secondo elemento: “subito”. A volte ci rendiamo conto che potremmo sperimentare qualcosa di nuovo, potremmo cambiare il giudizio e l’atteggiamento solito, ma la pigrizia spirituale ci fa rimandare a dopo, ad un momento più adatto. La stella però si muove, accompagna, guida verso, non aspetta chi indugia e rinuncia.

Infine i Magi, giunti alla stalla di Betlemme, sanno chinarsi davanti all’umiltà di un bambino, di un contesto povero e disagiato. Si rendono conto che il loro status non può diventare una gabbia che gli impedisce di chinarsi davanti alla debole umiltà. Status che è la loro età, la loro cultura, la loro condizione sociale ed economica. Questa capacità di chinarsi fa sì che tutto ciò non diventa una gabbia che impedisce l’incontro, ma anzi un patrimonio che rende ricchi sé e l’altro nel dono. Infatti i Magi giunti nella stalla sanno offrire con generosità il meglio che hanno: oro, incenso mirra. Essi non si sono chinati davanti al potente Erode, dal quale potevano sperare di ricevere privilegi, e non hanno offerto a lui i ricchi doni che serbavano in cambio di un guadagno nello scambio di favori. Si sono chinati e hanno offerto tutto solo davanti a Gesù, perché lì la stella li ha portati.

Una stella ha guidato anche noi: la Parola di Dio. A Natale ci ha guidato a Betlemme, illuminando il buio di questi nostri tempi, facendoci uscire di casa per ricevere un annuncio felice. Oggi la stessa stella ci mostra la tenerezza di tre attempati e forse anche un po’ goffi personaggi stravaganti. Sono strani, perché non indugiano e partono subito seguendo un segno misterioso, senza sapere e aver capito già tutto. Sono strani, perché entrano in una stalla e macchiano i loro bei vestiti con lo sporco della vita degli umili. Sono strani, perché danno il meglio che hanno a chi non può dare loro niente in cambio, a un neonato. Sono strani perché accolgono la benedizione del Natale che li porta a non accontentarsi di quello che già sanno e già hanno per cercare il di più che solo il Signore Gesù può offrirgli: il suo modo di voler bene unico e senza misura. Con questo “di più” se ne tornano per una via diversa, l’incontro col Signore ha appagato il loro bisogno e li ha colmati di una felicità che rende ancora più viva e ricca la loro sapienza, il loro ruolo sociale, il loro essere uomini in ricerca.

  

Preghiere

 

O Dio che ti sei fatto bambino per confondere con la tua umile semplicità i forti e i sicuri di sé, fa’ che usciamo dalle nostre vite per venire a contemplarti ogni volta che ascoltiamo la tua Parola,

Noi ti preghiamo

  

Ti preghiamo o Signore perché come i Magi anche noi sappiamo piegare il ginocchio e chinare il capo per adorarti piccolo e indifeso, nei poveri, nei deboli, in chi ha bisogno di sostegno e conforto. Guida e benedici il nostro cammino verso di te,

Noi ti preghiamo

 

Donaci o Dio la vera sapienza che ci fa cogliere i segni della tua presenza e la via per raggiungerti. Fa’ che non smettiamo mai di cercarti,

Noi ti preghiamo

  

Ti ringraziamo o Signore perché hai riempito le nostre vite dei doni preziosi di una umanità mite, di parole buone, di azioni misericordiose da offrire a chi incontriamo. Continua a sostenerci e ad aver pietà della nostra debolezza,

Noi ti preghiamo

 

O Cristo, re e Signore umile, riempi della forza del tuo amore le nostre vite, perché animati dalla gioia dell’incontro con te torniamo anche noi come i Magi per una via diversa, trasformati e rinnovati dall’incontro con te,

Noi ti preghiamo

  

Fa’ giungere o Padre misericordioso a tutti gli uomini l’annuncio gioioso del Natale perché in ogni popolo e in ogni lingua sia lodato il Dio bambino che è nato per la nostra salvezza,

Noi ti preghiamo

 

 Senza di Te o Dio non possiamo nulla. Aiutaci a rinunciare all’orgoglio arrogante e al desiderio di imporci sugli altri per scoprire la bellezza del servizio alle sorelle e ai fratelli,

Noi ti preghiamo.

  

O Dio, dona al mondo intero la tua pace che riconcilia i cuori e li apre alla fiducia. Fa’ che il tempo che viene sia guarito dalla piaga della guerra e della violenza,

Noi ti preghiamo

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