sabato 3 gennaio 2026

Natale del Signore - 25 dicembre 2025

 


 

Dal libro del profeta Isaia 9,1-6

Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Màdian. Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando e ogni mantello intriso di sangue saranno bruciati, dati in pasto al fuoco. Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul suo regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e per sempre. Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.

 

Salmo 95 - Oggi è nato per noi il Salvatore.

 

Cantate al Signore un canto nuovo, +
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. +
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta.

Davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito 2,11-14

Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.

 

Alleluia, alleluia, alleluia.
Vi annunzio una grande gioia:
oggi vi è nato un Salvatore: Cristo Signore.
Alleluia, alleluia, alleluia.

 

Dal vangelo secondo Luca 2,1-14

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

 

Commento

 

Care sorelle e cari fratelli oggi ci siamo riuniti in questo luogo per festeggiare la nascita del Signore Gesù, della quale abbiamo appena ascoltato il racconto dal Vangelo di Luca.

Questo testo esordisce raccontando del contesto storico nel quale si svolge la nascita di Gesù, I suoi genitori sono in viaggio, come tante altre persone con loro, perché un censimento le obbliga a recarsi nella città di origine della loro famiglia. Per i due giovani sposi è un tempo di disagio, lontano dai luoghi conosciuti e senza il sostegno delle famiglie in un momento di fragilità, la gravidanza avanzata di Maria. In questo contesto nasce Gesù. Fin da subito la sua vita è come travolta dalle ondate della storia che trascinano la gente umile, come erano Giuseppe e Maria, con una forza che va al di là della loro volontà.

Cioè il Vangelo ci sottolinea come fin dal primo momento della sua vita il Figlio di Dio condivide le vicende della storia umana, ma non come un forte che esercita il potere al di sopra di essa, ma come un umile membro del popolo.

Oggi dobbiamo immaginarci Gesù nascere a Gaza, oppure in Ucraina, o in un villaggio africano colpito dalla siccità causata dai cambiamenti climatici, oppure nascere in un campo profughi, in fuga dalla guerra, o in qualunque altra periferia dimenticata del nostro mondo nella quale la gente è sospinta dalle onde della storia dove non vorrebbe.

È quello che ci comunica l’immagine del presepio: un’umile capanna, una grotta, una scomoda stalla.

Sì, il Natale, almeno una volta l’anno, ci distoglie dai circuiti abituali della nostra vita, dai luoghi che conosciamo bene e nei quali ci sentiamo a nostro agio, e ci porta in un luogo scomodo, disagiato, nel quale non ci sentiamo a casa nostra. È lì che Dio si manifesta, ci dice questa festa, è lì che dobbiamo cercarlo. Gesù non viene a benedire il nostro tranquillo ménage quotidiano, le abitudini più o meno rassicuranti, ma a spiazzarci, ad inquietarci, perché no, a incuterci timore.

È quello che provarono i pastori, i primi, e fra i pochi che ebbero il privilegio di vedere Gesù appena nato. Il Vangelo dice: “Essi furono presi da grande timore”. Sì, persino i pastori, cioè gente abituata al disagio della vita all’aperto e a vegliare nella notte, ebbero timore, dovettero uscire dai loro ripari e incamminarsi nel buio, andare a cercare quello che non immaginavano e non si aspettavano.

Ed ecco allora che il Vangelo del Natale ci presenta una grande verità, che sarà vera per tutte le generazioni e tutti i tempi: cercare Gesù, farsi vicini a lui, ci chiede di uscire da tutto ciò che ci sta comodo, ambiente, modo di pensare, abitudini, per trovare quello che non ci aspettiamo.

Ma come fare questo cammino? Chi ci guiderà e chi ci spingerà a metterci in movimento?

Il racconto è chiaro: “Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».”

Sì, a ciascuno di noi è inviato un angelo, cioè, come dicevamo le domeniche scorse, un “segno” della vicinanza di Dio che ci vuole scuotere, stupire, forse anche un po’ spaventare all’inizio, ma anche rassicurarci. E questo segno è un incontro, con qualcuno che ci rivolge una domanda, magari implicitamente, che ci chiede attenzione, che esige cura, che risveglia il nostro senso di responsabilità. Tanto più è un segno quando a questa domanda non saremmo tenuti a rispondere proprio noi, o a farcene carico, eppure, per le vicende imprevedibili della storia, proprio a noi è rivolta magari da un estraneo, in un incontro casuale, da una notizia imprevedibile, da un fatto inatteso che ci accade.

Lasciamoci toccare da questa domanda, lasciamoci turbare e spingere oltre il nostro già conosciuto, non la sfuggiamo. Essa ci guiderà in una stalla, una grotta o una capanna, cioè dove non siamo abituati andare, ma lì avremo la bella sorpresa di incontrare Gesù che nasce anche per noi.

Allora non rifiutiamoci di fare un tratto di strada che non avevamo programmato, o di lasciarci provocare da una domanda a cui non avevamo pensato di poter rispondere, di farci guidare dove non sapevamo già andare da soli, di scoprire realtà che non ci sono già note. Come è facile dire “No” a tutto questo! Come è facile dire “No” al Natale di Gesù. Ma l’angelo oggi torna a dirci “Non temete!” e a farci scoprire come, paradossalmente, lo stupore per l’incontro imprevisto può donarci una grande pace, che non è la soluzione di tutti i problemi o l’assenza di difficoltà, ma la compagnia forte e tenera allo stesso tempo del Signore che ci si fa vicino e resta con noi. Diciamo “Sì” al Natale rendendo il nostro cuore permeabile alle domande e alle provocazioni impreviste, riscoprendo la tenerezza per chi, come un bambino, è indifeso e bisognoso di cura.

 


Preghiere

 

O Signore Gesù che nasci in una stalla perché nella confusione della città nessuno ti lasciava spazio, aiutaci a sgombrare il nostro cuore dagli affanni e dall’egoismo, perché ci sia posto per te.

Noi ti preghiamo

 

 

O Cristo, che porti la luce della vera pace per illuminare il buio del mondo fa’ che tutti gli uomini sappiano accoglierla e custodirla in sé per far cessare ogni guerra e ogni contesa.

Noi ti preghiamo


 

O Padre che hai mandato il figlio unigenito perché il mondo conoscesse il tuo amore, aiutaci a trovarti quando ti fai vicino a noi e a seguire la strada che il Vangelo ci indica per restare sempre in tua compagnia.

Noi ti preghiamo

 

 

O Cristo che non ti sei vergognato di nascere nella miseria di una stalla, fa’ che tutti noi sappiamo essere umili come te nel servizio ai fratelli e premurosi come Maria e Giuseppe con chi è piccolo e indifeso.

Noi ti preghiamo

 


 

O Signore che sei stato accolto dai pastori, e non hai trovato attenzione nel chiuso delle case, fa’ che sappiamo chinarci su chi è piccolo e riconoscere in lui il segno della tua presenza che si fa vicina alla nostra vita.

Noi ti preghiamo

 

 

Cristo Gesù, aiutaci ad ascoltare l’angelo che annuncia la venuta della nostra salvezza e ad incamminarci verso di te, aprendo il nostro cuore all’imprevisto di una domanda di cura e di attenzione e trovando in te la capacità di rispondere.

Noi ti preghiamo

 


 

O Signore che hai radunato l’umanità non davanti ai palcoscenici della gente famosa e importante ma accanto all’umiltà di una stalla, fa’ che noi tuoi discepoli siamo fedeli al Vangelo, perché la forza al tuo amore trasformi la nostra vita.

Noi ti preghiamo

 

 

O Gesù proteggi e benedici quanti in questo giorno di Natale condivideranno la mensa della fraternità in questa casa. Dona a tutti consolazione, guarigione e salvezza.

Noi ti preghiamo

 

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