sabato 12 settembre 2026

XXIV domencia del tempo ordinario - Anno A - 13 settembre 2026


Dal libro del Siracide 27, 30 - 28, 9

Rancore e ira sono cose orribili, e il peccatore le porta dentro. Chi si vendica subirà la vendetta del Signore, il quale tiene sempre presenti i suoi peccati. Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. Un uomo che resta in collera verso un altro uomo, come può chiedere la guarigione al Signore? Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile, come può supplicare per i propri peccati? Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore, come può ottenere il perdono di Dio? Chi espierà per i suoi peccati? Ricordati della fine e smetti di odiare, della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti. Ricorda i precetti e non odiare il prossimo, l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui. 

 

Salmo 102 - Il Signore è buono e grande nell'amore.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.

Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 14, 7-9

Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore. Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi. 

 

Alleluia, alleluia alleluia.

Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Alleluia, alleluia alleluia.

 

Dal vangelo secondo Matteo 18, 21-35

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello». 

 

Commento

 

Care sorelle e cari fratelli, il Padre Nostro è la preghiera che forse recitiamo più spesso, in essa si afferma: “rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Si parla dei nostri peccati e di quelli che altre persone hanno commesso nei nostri confronti. Nel Padre Nostro le due cose sono collegate, anzi dall’una (il perdono che noi siamo disposti a concedere) dipende l’altra (il perdono che noi chiediamo a Dio). Gesù con queste parole riecheggia la sapienza antica di Israele, espressa nel brano del Siracide che abbiamo da poco ascoltato: “Un uomo che resta in collera verso un altro uomo, come può chiedere la guarigione al Signore? Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile, come può supplicare per i propri peccati?

Infatti il perdono di Dio si fonda su un’altra logica, quella della gratuità.

Dio vuole bene a tutti indistintamente e non solo ai meritevoli o a quanti presumono di esserlo, e fa del bene a tutti, perché il suo amore non è dato in cambio di quello ricevuto, ma “previene”, apre la via, offre motivi per suscitare amore negli altri.

Nella parabola che abbiamo ascoltato infatti il primo servo non ha da restituire, ed è cosciente di essere in torto, tanto che chiede una dilazione per la restituzione del debito accumulato.

Il perdono del padrone supera però ogni sua aspettativa e richiesta: condona del tutto il debito e manda indietro il servo libero da ogni peso. 

Care sorelle e fratelli, così è il perdono di Dio, e la sua forza sconvolge gli equilibri del nostro modo di voler bene che fa continuamente i calcoli sull’amore dato e quello ricevuto, sui meschini bilanci dei nostri rapporti, attenti a non dare più di quanto si è ricevuto.

Un amore come quello di Dio scardina tutto: voler bene veramente non dilaziona, ma cancella il debito e ridona la pienezza della libertà: dalle colpe, dai limiti autoimposti, dalle paure, dai calcoli, dalla ristrettezza delle misure.

Ma ecco che nel racconto evangelico accade quello che non ci aspetteremmo: Il servo liberato dal proprio debito esige senza pietà quello di un altro servo nei suoi confronti.

Questo ci rivela una grande verità: non basta essere oggetto di un amore così grande come quello di Dio, ma bisogna saperlo accogliere. Se non sappiamo gioirne ed esserne grati, se non ne apprezziamo la gratuità e incommensurabilità rispetto ai nostri meriti e demeriti, se non gli diamo il valore che merita facendone il modello anche del nostro agire, ecco che quell’amore diventa inefficace e i suoi effetti di libertà vengono meno. Il servo torna ad essere debitore di tutta la somma che gli era stata condonata. Il grande gesto di amore del padrone, non chiesto ma donato, è vanificato dalla durezza di cuore di chi non lo ha saputo valorizzare e accogliere.

L’amore di Dio viene prima, c’è già ed è da lui confermato anche davanti all’evidenza della nostra indegnità, ma noi ce ne rendiamo conto?

In questo senso possiamo ben dire che la Santa Liturgia è una scuola che con pazienza ci insegna ad accogliere l’amore di Dio, e lo fa donandoci di nuovo ogni volta la prova del suo amore, il suo Corpo e il suo Sangue, e le Parole che ci comunicano la sua realizzazione concreta nella storia della salvezza dell’umanità intera.

Accogliamo con gioia e disponibilità l’amore di Dio alla scuola della Liturgia, e facendoci suoi discepoli diverremo capaci di liberare noi stessi, gli altri e il mondo intero dal peso insostenibile del male che lo opprime e lo rende schiavo. È quello di cui il mondo di oggi ha un gran bisogno: imbevuto del culto della forza e dell’arroganza attende da noi le parole e i gesti di chi ne è stato liberato gratuitamente dal Signore.


Preghiere 

 

O Signore Gesù che ci hai amati fino alla fine di un amore infinito, accogli il nostro pentimento per il male compiuto e trasforma col perdono le nostre vite, perché diveniamo anche noi capaci di voler bene a tutti,

Noi ti preghiamo

 

O Dio Padre nostro, manda il tuo Spirito a scaldare le nostre esistenze, perché animati da esso impariamo a voler bene come te, senza calcoli e con la larghezza della tua misericordia infinita

Noi ti preghiamo

 

Signore, troppo spesso giudichiamo i nostri fratelli e sorelle e guardiamo ad essi come rivali o estranei. Fa’ che sappiamo riconoscerli tutti come i tuoi figli ai quali doni la tua benevolenza,

Noi ti preghiamo

 

 

O Gesù, troppo spesso pensiamo di non avere bisogno del perdono del Padre o che esso non può cambiare la nostra vita. Fa’ che impariamo a scoprire la bellezza di essere accolti come figli pentiti che tornano nella sua casa,

Noi ti preghiamo

 

O Signore nostro Gesù Cristo, ti preghiamo per quanti soffrono a causa della guerra e della violenza, per quanti muoiono a causa dell’odio fratricida, dona pace e salvezza al mondo intero,

Noi ti preghiamo

  

O Dio del cielo, guarda con amore ai più poveri, a quanti sono schiacciati sotto il peso della miseria e dell’abbandono. Soccorri ciascuno di loro e manda noi a manifestargli il tuo amore paterno,

Noi ti preghiamo.

 

O Dio del cielo, ti preghiamo per il papa Leone, conservalo nel tuo amore e rafforzalo nell’impegno di annunciare il Vangelo della pace al mondo bellicoso di oggi,

Noi ti preghiamo

 

Ti preghiamo o Dio per quanti non ti conoscono e non hanno mai ricevuto l’annuncio evangelico, fa’ che presto tutta l’umanità sia riunita nella famiglia dei tuoi figli,

Noi ti preghiamo


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