sabato 31 ottobre 2026

Festa di Ognissanti - 1 novembre 2026

 


 Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo 7,2-4.9-14

Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio». E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele. Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello». E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen». Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».

 

Salmo 23 - Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo 3,1-3

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.

 

Alleluia, alleluia alleluia.
Venite a me, voi tutti affaticati e oppressi,
e io vi darò ristoro.
Alleluia, alleluia alleluia.

Dal vangelo secondo Matteo 5,1-12a

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

 

Commento

Cari fratelli e care sorelle, abbiamo ascoltato dal libro dell’Apocalisse la descrizione di una scena terrificante: Quattro angeli si apprestano a devastare la terra. Nelle righe immediatamente prima leggiamo: “Il sole divenne nero come un sacco di crine, la luna diventò tutta simile a sangue, le stelle del cielo si abbatterono sopra la terra, … Il cielo si ritirò come un rotolo che si avvolge, e tutti i monti e le isole furono smossi dal loro posto. … è venuto il grande giorno dell’ira [di Colui che siede sul trono e dell'Agnello], e chi può resistervi?”

Sì, davanti a tante scene di violenza contro gli uomini e di devastazioni contro il creato, di ingiustizia profonda e di oppressione ci chiediamo: “fino a quando Dio permetterà che cose così terribili avvengano e non porrà fine a tutto ciò?”

L’Apocalisse propone l’immagine del “giorno dell’ira”, cioè del momento in cui anche la pazienza e la misericordia infinita di Dio non riusciranno più a trattenerlo dal porre fine al libero imperversare della malvagità umana, priva di argini e di freni.

Recentemente si sono levate sempre più preoccupate grida contro i rischi dell’uso già in atto dell’intelligenza artificiale per rendere ancora più distruttivi gli strumenti mortali usati nelle guerre e il pericolo, sempre più realistico, che si giunga ad un punto nel quale sfuggano al controllo umano le potenzialità distruttive di processi tecnologici che potrebbero mettere a repentaglio le vite di moltissimi, se non dell’umanità intera.

Sorge spontanea davanti a tutto ciò la domanda su come l’uomo possa giungere a una tale follia autodistruttiva senza porre un limite alle possibilità di tecnologie e processi scientifici  che avanzano inesorabili.

Sono il segno di un’esaltazione dell’orgoglio umano che vuole dimostrare che la propria potenza non ha limiti se non quelli di ciò che è tecnicamente realizzabile, costi quel che costi.

Davanti all’assurdità di tutto ciò, come accennavo, viene spontaneo chiedersi quando Dio  si ribellerà all’assurdo innalzarsi dell’uomo alla ricerca della propria onnipotenza.

Ma le parole dell’Apocalisse ci mostrano un altro modo di agire di Dio. Egli manda un angelo a interrompere il processo distruttivo avviato “finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio.”

Sì, c’è sempre tempo e modo perché sugli uomini, anche quelli che sembrano votarsi all’autodistruzione, venga impresso il sigillo di Dio. Questo sigillo altro non è che quell’immagine che Dio ha posto in ogni persona fin dalla creazione, facendolo e volendolo simile a sé.

Oggi nella festa che celebriamo facendo memoria di tutti i Santi vogliamo ricordare la schiera enorme di quanti nella storia hanno voluto far emergere sulla propria vita il sigillo dell’immagine di Dio. Lo hanno fatto nei modi più vari, difendendo lo spazio dell’umanità dentro di sé e attorno a sé dall’insidia del male che voleva cancellarne i tratti. Essi sono un vastissimo popolo, ci mostra sempre l’Apocalisse, ci piace immaginare che sia una moltitudine molto più vasta di quella che invece asseconda i disegni perversi del male.

Sono persone che sono passate attraverso una grande tribolazione, cioè hanno dovuto combattere contro la forza del male, faticare ed anche soffrirne i colpi duri, ma ne sono usciti vittoriosi, mantenendo candida la propria veste, cioè mantenendosi puliti dallo sporco delle malvagità, della violenza, degli odi.

Care sorelle e cari fratelli oggi anche a noi viene proposto di far parte di questo enorme popolo di giusti, i santi. Gente mite, umile, a volte nemmeno conosciuta perché ha agito nascostamente, ma che ha saputo porre un argine al dilagare del male mantenendo sul proprio volto il sigillo dell’immagine di Dio.

Gesù propone questo alle folle che accorrono da lui per trovare la via migliore per vivere: la felicità che viene dalla mitezza, la pace, la ricerca della giustizia, la misericordia. E i santi oggi vengono a dirci che è possibile vivere così, che non solo non è al di sopra delle forze e delle capacità umane, ma che anzi è il modo migliore di vivere, perché è l’unico che preserva dentro di sé e attorno a sé l’umanità vera e beata che Dio ha voluto per tutti gli uomini e le donne. Accogliamo allora con gioia oggi l’invito del Signore e in un tempo in cui ci è proposto di indurire il volto e il cuore alzando i muri e ampliando gli arsenali di armi, chiediamoci sempre se il nostro volto riflette il volto di Dio amico e buono che il Signore Gesù ci ha fatto conoscere.

 

Preghiere

 

Aiutaci o Dio, Signore nostro, a riflettere nella nostra vita l’umanità buona e mite che tu hai creato a tua immagine. Fa’ che non la lasciamo stravolgere dalla forza del male che umilia e corrompe il bene,

Noi ti preghiamo

  

Sostieni i nostri passi nelle difficoltà della vita, perché, come hanno fatto i Santi in ogni tempo, sappiamo lottare contro il male e tenere viva la speranza fiduciosa nella forza del bene che, con il tuo aiuto, prevale,

Noi ti preghiamo

 

Perdona o Dio onnipotente tutti coloro che macchiano la propria vita con i compromessi con il male e l’orgoglio del volersi salvare da sé, fa’ che sappiamo essere discepoli tuoi, o maestro di mitezza e di misericordia,

Noi ti preghiamo

  

Ti preghiamo o Padre per tutti coloro che con fatica e impegno lavano la propria vita nel sangue del dolore dei fratelli e delle sorelle. Benedici la loro tribolazione perché produca frutti di bene per tutta l’umanità,

Noi ti preghiamo

 

Insegnaci o Signore Gesù a riconoscerti Signore e Salvatore della nostra vita, perché anche noi, accostandoci al trono della tua croce, impariamo la beatitudine dell’amore per gli altri,

Noi ti preghiamo

  

Dona o Dio pace al mondo intero, guarisci le piaghe della violenza e argina la corrente di odio che sovrasta i popoli e le nazioni. Rendi ciascuno di noi un operatore di riconciliazione e un costruttore di pace vera,

Noi ti preghiamo.

 

 Ascolta o Dio il grido del povero, in modo particolare ti invochiamo per chi è malato e senza casa, per chi è umiliato dall’ingiustizia e schiacciato dal dolore. Dona a tutti guarigione e salvezza,

Noi ti preghiamo

  

Benedici e proteggi o Padre misericordioso tutti coloro che annunciano e testimoniano il tuo Vangelo. Sostieni il nostro papa Leone, perché le sue parole entrino nei cuori e guidino i passi di chi è sfiduciato,

Noi ti preghiamo

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