sabato 22 agosto 2026

XIX domenica del tempo ordinario - anno A - 9 agosto 2026

 


Liturgia al campo di Pournara - Cipro

 

Dal primo libro dei Re 19,9a.11-13

In quei giorni, Elia, essendo giunto al monte di Dio, l’Oreb, entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini: «Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore». Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna.

 

Salmo 84 - Mostraci, Signore, la tua misericordia.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: +
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani. 9, 1-5

Fratelli, dico la verità in Cristo, non mento, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua. Vorrei infatti essere io stesso anatema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne. Essi sono Israeliti e hanno l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.

 

Alleluia, alleluia alleluia.

Io spero, Signore. Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
Alleluia, alleluia alleluia.

 

Dal vangelo secondo Matteo 14, 22-33

Dopo che la folla ebbe mangiato, subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!»

 

Commento

 

Cari fratelli e care sorelle, la Scrittura oggi, in modi diversi, ci parla della preghiera. La preghiera è qualcosa di essenziale per la vita di fede e per.iIl nostro rapporto con Dio.

Gesù ci mostra il suo bisogno di incontrare il Padre nella preghiera. Lo abbiamo ascoltato: dopo aver vissuto una lunga giornata intensa con le folle, dopo aver parlato lungamento con loro, sale su un monte a pregare.

Anche quando la vita è piena di cose da fare, o quando il nostro cuore è triste, confuso, impaurito, non dobbiamo mai tralasciare di parlare con il Padre, nell’intimità di un tempo dedicato solo alla preghiera con lui.

Non è difficile, perché nella preghiera il primo passo lo fa sempre Dio. Abbiamo sentito come il profeta Elia sente Dio che si rivolge a lui e lo invita a fermarsi con lui. Elia non se lo aspettava, e faceva fatica a capire da dove veniva la voce di Dio. Non veniva dal vento forte, o dal terremoto o dal fuoco, ma invece era un vento fresco e leggero. Cioè Dio ci viene sempre incontro con tenerezza e semplicità, vuole consolare i nostri dolori e darci coraggio. Vuole dirci che c’è sempre un futuro da guardare con speranza. Non usa segni straordinari di forza o di potenza, ma la carezza del Padre che conosce e ama suo figlio. Dobbiamo essere pronti a riconoscere questa carezza, e questo è possibile solo se ci fermiamo spesso con lui.

Ma noi come possiamo rispondere alla carezza di Dio? Il brano del Vangelo ci suggerisce alcune indicazioni.

I discepoli sono in barca in mezzo al mare, Gesù è sul monte a pregare, ma non li lascia soli. Il mare si agita e il vento diventa forte. Quante volte anche nella nostra vita abbiamo dovuto affrontare viaggi pericolosi, verso un futuro incerto, e le onde ci hanno spinto dove non volevamo o non sapevamo di andare. Anche per gli apostoli è un momento difficile: Gesù a loro sembra lontano, indifferente alla loro paura.

Gesù però va loro incontro e supera perfino la tempesta camminando sopra le onde agitate del mare. Non c’è ostacolo o momento difficile che possa allontanare Gesù dai suoi amici che hanno bisogno di lui.

I discepoli di Gesù gridano, si agitano, credono che Gesù li abbia abbandonati. Ma per Dio anche il grido o il rimprovero sono una preghiera che lui ascolta sempre e dice agli apostoli: “Coraggio, sono io, non abbiate paura!” La risposta di Gesù è sempre un invito a sperare in lui, ad affidarsi al suo aiuto.

Pietro quando lo vede è così felice che vuole corrergli incontro nonostante le onde agitate, e Gesù anche è felice di questo desiderio del suo amico. Ma Pietro pensa che per andare incontro a Gesù, nei momenti difficili, bisogna essere forti e spavaldi, coraggiosi come un cavaliere senza paura. Ma questo non lo aiuta, anzi affonda ancora di più nelle acque agitate.

Gesù lo solleva afferrando il suo braccio e gli dice che cosa serve per arrivare vicino a lui, cioè la fiducia in lui: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?” Sì, perché chi pensa di essere forte e coraggioso, intelligente e furbo, audace e spavaldo non pensa di avere bisogno dell’aiuto di Dio. Ma chi invece ha fiducia in lui più che nelle proprie capacità si lascia afferrare da lui e va dove lui lo guida, segue docilmente la sua volontà.

Solo questa fiducia in lui ci dona la pace nel cuore, infatti appena Gesù arriva sulla loro barca la tempesta finisce.

Cari fratelli e care sorelle, in questi giorni a Cipro il Signore Gesù ci ha fatto incontrare, in un luogo e in un tempo della nostra vita che non sapevamo. Il nostro incontro è stata la carezza di Dio che ha voluto che ognuno di noi mettesse i propri occhi e il proprio cuore negli occhi e nel cuore del vicino. Sì, perché quando Gesù sale sulla nostra barca i suoi discepoli scoprono di essere tutti fratelli e sorelle. Questa è la Comunità di Sant’Egidio, attraversa le tempeste e le onde, momenti facili e momenti difficili, sempre però seguendo la volontà di Dio e riconoscendo che ci è vicino e ci vuole bene. Accanto a lui potremo camminare sulle acque agitate del nostro cuore e della storia del mondo senza affondare perché il suo braccio ci sostiene, ci guida e ci rende fratelli e sorelle di tutti. 

 

Preghiere

 

O Signore Gesù vieni incontro a noi nei momenti difficili, perché rassicurati dalla tua presenza possiamo venirti incontro. Donaci la fede necessaria per vincere la paura e affidare a te la nostra vita,

Noi ti preghiamo

  

O Dio, il mondo è sconvolto da innumerevoli tempeste e le onde di violenza e di povertà sembrano travolgere popoli interi. Vieni presto a salvare chi oggi rischia di essere travolto dalla guerra e dalla miseria,

Noi ti preghiamo

 


Salva o Dio di misericordia i tanti che affrontano viaggi difficili, in mare, a piedi e attraversano confini e terre ostili per trovare una terra sicura. Salva chi è in cammino, proteggi la vita di chi è debole e fa che tutti trovino salvezza dal pericolo,

Noi ti preghiamo

  

Fa’ o Signore Gesù che non ti lasciamo mai, perché da soli siamo deboli e in balia delle onde incerte della vita. Aiutaci a restare sempre con te e a riconoscerti pronto ad aiutarci.

Noi ti preghiamo

 

Ti supplichiamo o Padre di eterna bontà, manda il tuo Spirito a scaldare i cuori e a suscitare in ciascuno di noi sentimenti di misericordia e perdono. Fa’ che riconoscendo il nostro peccato diveniamo più indulgenti con quello dei nostri fratelli.

Noi ti preghiamo

  

Guida e accompagna o Signore Gesù il nostro papa Leone, perché annunci e testimoni il Vangelo a tutti i popoli indicando la via della pace e della fraternità come l’unica che porta alla felicità di tutti.

Noi ti preghiamo.

 

Nessun commento:

Posta un commento